Ci sono momenti nella vita in cui sentiamo il bisogno di fermarci. Di rallentare il passo, deporre i pesi che portiamo, lasciare per un momento fuori dalla porta tutto ciò che ogni giorno ci chiede di essere.
La donna che sostiene, la donna che si prende cura, che trova soluzioni.
La donna che va avanti, anche quando dentro avrebbe bisogno di fermarsi.
E ritrovare, semplicemente, la donna che siamo.
Con il nostro corpo, che custodisce la nostra storia. Con la nostra psiche, che cerca comprensione.
Con le nostre emozioni, che chiedono ascolto. Con la nostra anima, che desidera spazio. Con la nostra dimensione spirituale, che ci invita a cercare un senso più profondo nel nostro essere al mondo.
Da questo desiderio nasce Il cerchio che nutre: uno spazio di incontro tra donne, dove possiamo concederci il tempo di esserci, senza dover dimostrare nulla, senza dover essere diverse da ciò che siamo.
Un luogo in cui il nutrimento diventa un gesto che attraversa ogni dimensione del nostro essere.
Nutrirsi
Cominciamo dal corpo, dalla terra che ci offre i suoi frutti, dalle mani che preparano il cibo, dai profumi che riempiono la cucina, dal piacere di creare insieme qualcosa che poi condivideremo.
Ci avviciniamo al cibo con consapevolezza, imparando ad ascoltare i bisogni del nostro corpo e a riconoscere il valore di ciò che scegliamo di portare dentro di noi.
E mentre le mani si incontrano, le parole cominciano a fluire. Nascono racconti, sorrisi, confidenze. Il fare insieme diventa un modo semplice e naturale per avvicinarci, per creare fiducia, per sentirci parte di qualcosa.
Perché nutrirsi significa anche sentirsi accolte, trovare un posto, condividere la vita.
Ascoltarsi
Poi arriva il momento di fermarsi, di rivolgere lo sguardo verso l'interno e concedersi la possibilità di ascoltare ciò che ci abita. Le emozioni che non abbiamo avuto il tempo di sentire.
Le domande che continuano a vivere dentro di noi, le relazioni che ci mettono alla prova. Le ferite che chiedono delicatezza, i desideri che attendono di essere riconosciuti.
Non dobbiamo trovare subito una risposta; non dobbiamo aggiustare tutto; possiamo semplicemente stare, ascoltare e permettere alla nostra esperienza di trovare uno spazio.
Una donna al centro
Ogni volta, una donna avrà la possibilità di portarsi al centro del cerchio. Porterà ciò che sente di voler condividere: una difficoltà, una paura, una scelta, un cambiamento, una domanda, un passaggio della propria vita.
Non dovrà arrivare con le parole giuste. Non dovrà sapere cosa fare. Potrà semplicemente essere presente a ciò che sta vivendo.
E intorno a lei ci saranno altre donne: donne che ascoltano senza giudicare, che accolgono senza pretendere, che possono offrire una parola, un pensiero, un'esperienza, un'intuizione o, a volte, il dono prezioso del silenzio.
Non per decidere al posto suo, non per dirle chi dovrebbe essere, non per consegnarle risposte già pronte. Ma per offrirle uno spazio nel quale sentirsi vista, riconosciuta e accompagnata.
Corpo, psiche, anima
Siamo esseri fatti di molte dimensioni, intimamente intrecciate. Il corpo vive e custodisce esperienze. La psiche sente, interpreta, ricorda e cerca significati.
L'anima desidera esprimersi, trovare direzione, riconoscersi. La spiritualità ci apre alla possibilità di sentire un legame più ampio con la vita, con ciò che ci trascende e con il mistero stesso dell'esistenza.
Nel Cerchio che nutre queste dimensioni possono incontrarsi per trovare uno spazio di ascolto e consapevolezza. Ognuna con la propria sensibilità, ognuna con la propria storia.
Ognuna libera di vivere la propria interiorità secondo ciò che sente autentico.
Nell'incontro con le altre possiamo riconoscere aspetti di noi che da sole facevamo fatica a vedere.
La reciprocità del dono
Nel cerchio nessuna è soltanto colei che dona. E nessuna è soltanto colei che riceve. Il centro cambia: oggi posso essere io ad aver bisogno di essere sostenuta, domani potrò essere io a offrire la mia presenza a un'altra donna.
Perché il dono, quando nasce liberamente, può continuare a circolare.
Una parola ricevuta può diventare comprensione, un'esperienza condivisa può aprire una nuova prospettiva.
Un gesto gentile può ricordarci che la cura esiste anche nelle cose più semplici. E così, incontro dopo incontro, il cerchio prende vita.
La reciprocità è permettere a ciascuna di portare ciò che è e di ricevere ciò di cui, in quel momento, ha bisogno.
La forza di essere insieme
Forse abbiamo imparato a essere autonome, capaci, forti. Forse abbiamo imparato a occuparci di molte persone, dimenticando qualche volta di domandarci chi si occupa di noi.
Il Cerchio che nutre nasce anche per ricordarci che la vulnerabilità non ci rende meno forti, che chiedere ascolto non è una debolezza, che ricevere non ci rende dipendenti, che possiamo prenderci cura delle altre senza dimenticare noi stesse.
E che tra donne può esistere uno spazio diverso: non di confronto, non di competizione, non di aspettative da soddisfare.
Uno spazio di presenza, dove la differenza non separa, ma arricchisce. Dove ogni storia ha dignità e il silenzio è rispettato. Dove la libertà di ciascuna incontra la disponibilità delle altre. Un cerchio nel quale non siamo chiamate a essere uguali, ma a riconoscerci nella nostra comune umanità.
Il cerchio che nutre
Una tavola preparata insieme, un cibo scelto con consapevolezza.
Un cerchio di donne, una storia che trova ascolto. Un dono che passa di mano in mano. Una donna che, per una sera, può lasciare andare il bisogno di essere forte e permettersi di ricevere.
Il nutrimento di cui abbiamo bisogno a volte è uno sguardo che ci riconosce, una parola che arriva al momento giusto, una presenza che non pretende nulla.
La libertà di essere come siamo. La possibilità di ritrovare, dentro di noi, uno spazio di fiducia.
Il Cerchio che nutre è questo: un luogo in cui tornare al corpo, ascoltare la psiche, dare spazio all'anima e aprirsi alla dimensione spirituale della vita.
Un luogo in cui ogni donna può portare ciò che è, senza doverlo trasformare in qualcosa di diverso. Un luogo in cui impariamo, incontro dopo incontro, che prenderci cura di noi e prenderci cura delle altre possono essere due movimenti dello stesso amore.
Nel movimento semplice e profondo di questo scambio, il cerchio continua a vivere.
Quando una donna trova uno spazio in cui essere ascoltata, qualcosa si nutre dentro di lei. Quando le donne imparano a sostenersi nella libertà, nel rispetto e nell'amore, è il cerchio intero a nutrirsi.
COSA FACCIAMO DURANTE GLI INCONTRI
1. CUCINIAMO INSIEME
Prepariamo una cena ayurvedica utilizzando ingredienti semplici e di stagione.
2. CONDIVIDIAMO LA CENA
Ci nutriamo del cibo, della presenza e del piacere di stare insieme.
3. CI SEDIAMO IN CERCHIO
Una donna si porta al centro del cerchio. Le altre ascoltano, accolgono e condividono parole, esperienze o silenzi. Senza giudizio, con rispetto e presenza.
Nutriamo il corpo, ascoltiamo ciò che siamo. Ci prendiamo cura l'una dell'altra.
IL CERCHIO CHE NUTRE - PRIMO INCONTRO
SABATO 21 NOVEMBRE
Dalle 17 alle 21
via Francesco Morelli 22 – Asti
Con Ilaria Palmas ed Elisa Ugliengo