LA STANCHEZZA DEL CUORE - QUANDO L'OJAS SI ASSOTTIGLIA

Esiste una stanchezza che si posa nel petto come una nebbia sottile. Accade quando il Hridaya — il cuore — smette di sentire il proprio ritmo naturale. Hridaya significa “ciò che riceve, ciò che dona, ciò che si muove”. Quando uno di questi tre movimenti si spezza, il cuore si affatica, il respiro si accorcia, l’energia si ritrae.

Esiste una stanchezza che si posa nel petto come una nebbia sottile.

Accade quando il Hridaya — il cuoresmette di sentire il proprio ritmo naturale. Hridaya significa “ciò che riceve, ciò che dona, ciò che si muove”. Quando uno di questi tre movimenti si spezza, il cuore si affatica, il respiro si accorcia, l’energia si ritrae.

Nell’Ayurveda questa condizione viene osservata come un paesaggio interiore in cui l’Ojas si disperde e il prāṇa incontra ostacoli nel suo fluire.

La stanchezza del cuore nasce spesso da un eccesso di dare senza ricevere, dal trattenere emozioni che non hanno trovato voce, dal restare troppo a lungo in un inverno interiore. 

Le emozioni trattenute si depositano dietro lo sterno, la luce interiore si vela come in un’eclissi silenziosa.

L’Ayurveda non vede questa stanchezza come un errore, ma come un messaggio. Il cuore si affatica quando vive fuori dal suo ritmo naturale. Quando la mente corre troppo avanti o resta troppo indietro nel passato. Quando il fuoco interiore brucia senza essere nutrito.

Quali segnali lascia questo stato nel corpo e nella mente? E quali gesti lenti possono ricostruire presenza, calore e stabilità?

 

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