IL MANDALA DEL TEMPO

il ciclo delle stagioni e del sonno/ rtucharya,ratricharya
Il rispetto del tempo e dei suoi ritmi e uno dei principi fondamentali nell'Āyurveda. Non basta fare il cambio di stagione e dimenticarsi che le fragole non crescono tutto l'anno. Non basta dormire 6-8 ore nell'arco della giornata ma capire esattamente quando dormire. La Natura ha il suo ritmo e noi ne facciamo interamente parte. Per questo l'āyurveda descrive tempi e modi precisi.

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La Natura ha il suo ritmo e noi ne facciamo interamente parte. Il rispetto del tempo e dei suoi ritmi e uno dei principi fondamentali nell'Āyurveda. Con il Mandala del tempo l'āyurveda descrive tempi e modi precisi.

Non basta fare il cambio di stagione e dimenticarsi che le fragole non crescono tutto l'anno. Non basta dormire 6-8 ore nell'arco della giornata ma capire esattamente quando dormire.

 

 

Il Mandala del tempo: Ratricharya


Ratri significa “notte” e charya “comportamenti”
In Ayurveda ci sono 3 Upastambha  o “pilastri” che sono le nostre tre fonti di energia:

1.    Ahara – cibo sattvico
2.    Nidra - sonno
3.    Bramacharya - seguire la via di Brama (lo spiegheremo in un altro articolo)

Nello yoga a questi 3 pilastri si aggiunge anche il “Prana” o respiro.
Pranayama è una tecnica del respiro e fonte di energia, riguarda il controllo del prana e l’espansione della forza vitale.

Secondo lo yoga sono 4 gli stati della mente:

  • Stato di veglia
  • Stato del sogno
  • Stato del sonno profondo     
  • Stato di profonda meditazione, sonno con consapevolezza   



Ratricharya comincia dal tramonto quando il sole scende e fa buio.  Torniamo a casa per riposare mentalmente e fisicamente.

Che cosa fare durante questo tempo?

  • È meglio cenare prima delle 20 anche se lo yoga suggerisce prima del tramonto.

  • Bisogna aspettare due ore prima di andare a letto per permettere la digestione.
    Non consumare cibi stimolanti (caffè, tè) e cibi speziati alla sera per non indurre l’insonnia.


Secondo l’ayurveda, lo yogurt non dovrebbe essere mangiato la sera perché è freddo, si bloccano tutti i canali digestivi con conseguenti difficoltà digestive soprattutto nella stagione invernale e inizio primavera.

  • Sarebbe bene andare a letto dopo aver fatto il bagno o lavato i piedi perché questo toglie la stanchezza fisica e mentale.
  • Per indurre il sonno massaggiare i piedi e la testa.

  • Non è consigliato studiare e leggere la sera perché leggere con la luce artificiale danneggia la vista. Se dobbiamo leggere la sera è meglio preferire letture calme tranquille rilassante e spirituali che non danno stimolazioni ma che rilassano e pacificano.

  • È meglio andare a letto presto e svegliarsi presto, seguire il ritmo naturale della natura.
    Il sonno notturno che perdiamo non possiamo recuperarlo di giorno perché il sonno notturno è un sonno naturale. Di notte non c’è il sole esce la luna e la luna induce calma e sonno.

Sonno di vata: è irregolare, variabile, soffre l’insonnia, sogna tanto e non ricorda i sogni.  

Sonno di pitta:
è un sonno leggero anche se non soffrono d’insonnia perche a loro bastano poche ore di sonno, non hanno bisogno di tante ore per dormire.


Sonno di kapha:
è un sonno profondo ha bisogno di tante ore di sonno, la mattina sono lenti


Normalmente ad una persona sono sufficienti dalle 6 – 8 ore di sonno e qualche volta kapha ha bisogno di più tempo, vata può dormire anche fino a 12 ore.

Tipi di Sonno 

Secondo l’ayurveda abbiamo sette tipi di sonno


1.    Sonno tamasico, eccesso di tamas, letargico
2.    Sonno kaphagico, eccesso di kapha, obesità, sovrappeso, lavoro sedentario, mangiamo tanto
3.    Esaurimento mentale
4.    Esaurimento fisico, stanchezza
5.    Indotto da farmaco, pillole, alcolici, vino, droghe
6.    Complicazione delle altre malattie ad esempio febbre alta
7.    Sonno fisiologico, naturale

Molte persone hanno problemi di insonnia e prendono le pillole per dormire

Il sonno naturale è una forma naturale della meditazione.
Quando abbiamo questo sonno naturale il corpo fisicamente si rilassa, le articolazioni si rilassano, gli organi interni funzionano bene, digestione migliora, respiro migliora, stabilizza la pressione, la mente recupera diventa più calma, concentrata e rilassata.


Insonnia

 

L’ayurveda considera insonnia questi tre casi:

-    Se una persona ha difficoltà ad addormentarsi
-    Se si sveglia senza motivo la notte e ha difficoltà a riaddormentarsi
-    Se si sveglia la mattina presto e non riesce più ad addormentarsi


Terapie naturali per l’insonnia:


  • Se non c’è intolleranza al lattosio si può bere un bicchiere di latte tiepido prima di andare a letto perché induce il sonno e si possono aggiungere altre erbe rilassanti del sistema nervoso come Brahmi
       
  • Andare a letto, sdraiarsi sulla schiena,  e con un po’ di olio tiepido di sesamo fare auto massaggio all’addome con spirale in senso orario. Questo induce sonno toglie gonfiore e fa digerire meglio. Nell’ombelico ci sono molte nadi e se lasciamo un po’ di gocce sull’ombelico si lubrifica tutto il corpo
  • Tecnica yoga – respirazione – la narice sinistra, ida, è la luna chandra, il femminile; la narice destra, pingala, e collegata con il sole surya, il  maschile.


Fino a quando la narice della luna ida non è attiva non possiamo dormire per dormire; questo nadi si chiama ida e deve attivarsi, se non è attiva vuol dire che è attiva la narice destra il sole.

Per rilassarla fare 10 respiri chiudendo la narice destra e respirare solo con la sinistra e dormire nel fianco destro così si apre la nadi di sinistra.

Questa tecnica si chiama chandra nuloma (inspirare)  - viloma (espirare).


Swatma – Sogni


I sogni di vata sono di movimento, azione emozione, di volare
I sogni di pitta sono di compravendita, business, di lavoro, commerciali,
I sogni di kapha sono tranquili, natura, panorama, calmi e tranquilli

Sono 7 tipi di sogni:


1.    Drista – visione – visione di cose già viste
2.    Sruti – qualsiasi cosa abbiamo ascoltato
3.    Rubuti – basati sulla nostra esperienza, conoscenze
4.    Pra( …) - il nostro desiderio
5.    Kalpita – la nostra fantasia
6.    Bavika - sogni premonitori
7.    Vigbosa – aggravamento dei dosa e abbiamo diversi tipi di sogni

Ritucharya comportamenti delle diverse stagioni


L’ayurveda dà molta importanza alla prevenzione della salute perché è molto meglio della cura.

Perciò bisogna seguire il corso delle stagioni per prevenire tutti i disturbi e disagi con erbe, cibo e stile di vita.

L’anno secondo l’ayurveda è diviso in due semestri o kala secondo il movimento del sole:


-    Adana Kala Solstizio del nord o Uttarayan
-    Visarga Kala Solstizio del sud o Dakshinayana

Durante l’Adana Kala periodo di disidratazione c’è la dominanza di sole e aria
Durante Visarga Kala periodo di idratazione dominano la luna e la terra

Nel periodo di Adana domina il sole, l’aria toglie tutta l’umidità la freschezza del corpo e della natura e la terra e la natura diventa più secca e calda, il contrario in Visarga Kala.

Vi sono 6 stagioni

Adana Kala (periodo della disidratazione) periodo da gennaio fino a luglio -  il sole e l’aria tolgono l’aria e la freschezza


Visarga Kala (periodo della idratazione) periodo da luglio fino a gennaio – la luna Mentalmente siamo più forti, cresce la nostra energia la nostra forza fisica.


Kaal (semestre)

Ritu (stagione)

Maas (Mese)

PROPRIETÀ STAGIONI

Aadaan (Northeren Solastice)

Sishir

Magha and Phalguna

(metà Gen - metà marzo)

Tardo inverno 

Vasanta

Chara and Baisakh

(metà marzo - metà maggio)

Primavera

Grishma

Jyeshtha and Aashadha

(metà maggio – metà luglio)

Tarda Primavera – Inizio Estate 

Visarga (Southern

Solastice)

Varsha

Shravan and Bhadrapada

 (metà luglio - metà settembre)

Estate 

Sharat

Aashvin and Kartika

(metà settembre – metà novembre

Autunno

Hemant

Margshirsha and Pausha

(metà novembre-metà gennaio)

Inverno



I dosa cambiano a seconda delle stagioni per questo è importante cambiare il regime alimentare e lo stile di vita in accordo con le diverse stagioni


Tre stati dei dosa:

Sanchaya - accumulo

Prakopa  - vizio

Prasamana – riequilibrio



Ogni dosa secondo il ritmo della stagione attraversa questi tre stati.


VATA si accumula in estate; vizia nella stagione delle piogge e riequilibra in autunno

PITTA si accumula nella stagione delle piogge; vizia in autunno e riequilibra in inizio inverno

KAPHA accumula nel tardo inverno; vizia in primavera e riequilibra in estate


Sapori da preferire a scopo preventivo

1.PRIMO INVERNO (HEMANTA) 15.11-15.01

Le persone sono forti, l’agni del tratto digerente diventa forte, perché il calore del corpo è trattenuto dal freddo dell’atmosfera esterna, questo lo rafforza.


Il metabolismo dei tessuti (dhātuagni) si attiva, aiutato dal Vāta del corpo, il metabolismo
dei tessuti contenuto da Pitta e sotto la spinta di Vāta, mosso da Vāta, diventa più efficiente.

Il corpo per sua natura quando fa freddo fuori per conservare il calore fa vasocostrizione periferica (anche in una condizione di squilibrio sarà sempre più forte che in estate) e questo è un meccanismo di conservazione che all’interno del corpo si manifesta come agni, come capacità metabolica, digestiva.
In questa stagione è utile l’uso di:
sostanze di sapore dolce, acido e salato
sostanze untuose;
latte e derivati (se però ai primi di gennaio sono già saturo non devo mangiare alimenti
che mi aggravano Kapha)(in questo periodo dell’anno possiamo permetterci di consumare
anche sostanze che aggravano Kapha, ma se abbiamo già un Kapha fuori equilibrio o se
abbiamo la tendenza all’aggravamento Kapha dobbiamo controllare il consumo di queste
sostanze) (nutrono il corpo e riducono Vāta)
miele (è astringente ma anche nutriente)
bere preferibilmente acqua calda e bevande calde
i non vegetariani possono consumare carne e brodo di carne
in questa stagione è ammesso anche il vino;
è il periodo in cui è consigliata una buona attività sessuale;
evitare cibi secchi, leggeri, bevande fredde, e cibi con predominanza dei sapori piccante,
amaro e astringente.
In questa stagione le notti sono molto lunghe e le persone si svegliano al mattino affamate
e gradiscono un’abbondante colazione (ciò vale cenando poco dopo il tramonto);

sono utili i massaggi con olio, l'applicazione di impacchi caldi sul corpo, lavarsi con acqua calda,
massaggi alla testa con olio, è consigliabile stare in stanze riscaldate, esporsi alla luce del
sole che sta sorgendo, indossare abiti pesanti e di lana.


Questo è il periodo in cui dobbiamo nutrire maggiormente il nostro corpo (è il momento in
cui il nostro agni ce lo consente)

2.TARDO INVERNO (SISHIR) 15.01-15.03

Vata si sente un po’ debole
Tutti si sentono un po’ deboli, aumenta la debolezza in generale
Aumenta la preoccupazione e l’agitazione
Assumere cibi dal sapore salato e acido e non untuoso.
Mangiare zuppa, orzo, riso, brodo vegetale, cereali
Bere arista (vino ayurvedico con erbe)

il regime alimentare consigliato è abbastanza simile a quello di hemanta (inverno), soprattutto se la stagione si presenta particolarmente asciutta e secca (questi 2 mesi aprono il periodo di adāna kāla, di disidratazione), se invece il tempo è umido, piovoso e freddo ciò accentua il naturale aumento di Kapha per cui gioverà ridurre gli alimenti di sapore dolce (gli alimenti che sono untuosi, pesanti), non esagerare con cibi grassi ad es. latticini, bensì aumentare un po' gli alimenti di sapore astringente.

 

3.PRIMAVERA (VASANTA) 15.03-15.05

Kapha doṣa accumulatosi nel periodo precedente si liquefà con il caldo del sole primaverile (nei testi è paragonato alla neve che si scioglie con il sole della primavera) e si manifesta Kapha prakopa, aggravamento di Kapha, con raffreddori, manifestazioni allergiche (anche i fattori alimentari hanno la loro importanza, al di là dei fattori ambientali quali i pollini; se eliminiamo determinati alimenti che aggravano Kapha c’è un decorso molto meno acuto di queste problematiche).
in questo periodo agni diminuisce nel tratto digerente, insorgono molti disturbi che
richiedono trattamenti adatti per ridurre il Kapha doṣa ad es. trattamenti quali a
nasya (inalazione di polveri o sostanze oleose)(sempre su prescrizione medica)


È importante l’esercizio fisico (soprattutto per i soggetti che hanno tendenza a costituzione Kapha è consigliabile un intenso esercizio fisico), trattamenti con polveri tipo udvartana; sono consigliati alimenti facilmente digeribili, secchi, con pochi grassi, privilegiare i sapori piccante, amaro, astringente, ridurre il dolce, acido, salato e i cibi grassi e pesanti, molto utile è il consumo di orzo, farina di orzo (ha molte qualità simili a quelle del grano ma a differenza di quest'ultimo riduce Kapha), miele, carni di animali che vivono in terreni aridi o desertici ad es. capra, pollo, preferibilmente arrostite al fuoco, bere acqua e bevande calde, tisane di zenzero o comunque speziate, consumare zenzero regolarmente prima dei pasti.

 

4.TARDA PRIMAVERA (GRISMA) 15.05-15.07

I raggi del sole diventano sempre più caldi, ogni giorno più intensi, i testi dicono “con il loro potere distruttivo”, perché il sole è la base della vita ma il soleforte distrugge la vita.

Kapha decresce progressivamente giorno dopo giorno e Vāta aumenta conseguentemente (Pitta viene alimentato ma non è ancora il suo momento critico, l'accumulo si ha nel periodo successivo).
Gli alimenti salati, acidi, piccanti devono essere ridotti o evitati, devono essere preferiti alimenti dolci, leggeri, di facile digeribilità, freschi, liquidi, latte, ghee, riso.


Evitare vino e alcoolici (meglio birra che vino, avendo una gradazione alcolica minore), al massimo, se questo fa parte delle abitudini dell’individuo, bere vino diluito con l’acqua (è riscaldante – in estate è controindicato - e anche astringente soprattutto quello rosso perché contiene tannini).

Evitare l'esercizio fisico intenso, i rapporti sessuali, l'esposizione alla luce solare nelle ore
più calde.

 

5.ESTATE (VARSA) (15.07 – 15.09)

agni è debilitato da adāna kāla, periodo di disidratazione, è viziato dai doṣa, Vāta prakopa (aggravamento) e Pitta saṃcaya (accumulo), ciò provoca molti disturbi, quindi saranno utili tutti i mezzi per alleviare i doṣa così come le misure per aumentare agni.

Sono consigliati cibi preparati con cereali vecchi (si tratta di quelli che hanno più di 6 mesi dalla raccolta; per l’  Āyurveda quelli appena raccolti sono più pesanti per la digestione; la stagionatura conferisce caratteristiche diverse). Sono utili: riso, orzo, grano, farro, soia verde, miele, cibi untuosi (non secchi) e conditi, ghee, cibi facilmente digeribili, brodi di carne speziati (pepe nero,curcuma, zenzero), carni di animali che vivono in zone aride o desertiche (es. cammello o dromedario).

Mangiare cibo molto leggero, freddo, liquido, yogurt (meglio se allungato con acqua come Lassi), verdure a foglia, consumare tanti liquidi e acqua. Evitare cibo untuoso, alcol e grassi Evitare i cibi aspri, acidi, salato e piccante.  Per la freschezza possiamo usare olio di sandalo, perle, fiori, ghirlande.  Non fare attività rigorose e pesanti


6.AUTUNNO(SHARAT) (15.09 – 15.11)

Pitta doṣa che si è accumulato nel corpo durante i mesi precedenti raggiunge la fase prakopa e quindi deve essere ridotto con ghee medicati. Il cibo deve essere amaro, dolce, astringente, di facile digestione, es. riso rosso (per l’Āyurveda è considerato il miglior riso per riequilibrare tutti i dosa), i fagioli mung, soia verde, amla, carni di animali che vivono in zone aride o desertiche es. cammello, capra, capretto, (la carne di agnello è molto più grassa; le capre sono molto più selettive nel selezionare le erbe di cui si nutrono e difficilmente brucano a terra, difficilmente stanno nelle zone dove ristagna l'umidità). In questa stagione sono utili: ghee, orzo, grano, bevande fresche (non fredde).


Evitare i grassi, gli olii, lo yogurt (aggrava Pitta, aggravando l'acidità)(è abhiṣyandī,ostruente, crea stasi, ristagno, assolutamente controindicato in primavera perché crea ancora di più congestioni mucose; evitare il sonno diurno (per l’ āyurveda il sonno diurno è sempre da evitare, tranne nel periodo del grande caldo, soprattutto se uno si alza presto al mattino, ma comunque limitandosi ad una piccolo sonnellino, meglio se in posizione seduta; il sonno diurno disturba l’assimilazione, la digestione; il sonno diurno è ammesso solo per i bambini
piccoli, gli anziani e le persone ammalate; dopo i pasti l’ideale sarebbe fare 2 passi; nei paesi molto caldi le persone tendono a fare il riposo pomeridiano anche perché la temperatura esterna raggiunge valori particolarmente elevati)(il sonno diurno disturba il metabolismo, crea problemi di assimilazione, deprime agni, predispone a malattie metaboliche)


Ricapitolando:


Nella stagione Kapha (Kapha sancaya e Kapha prakopa) soprattutto quando Kapha si
aggrava (15.1 – 15.5) (all’inizio noi non avremo necessità di fare le stesse cose che facciamo in primavera, le cose vanno graduate nel tempo, spostandoci pian piano in un’altra direzione) scegliere soprattutto nella seconda fase una dieta leggera e abbastanza asciutta; evitare i latticini, specialmente i formaggi, lo yogurt, i gelati (sono alimenti che creano stagnazione di muco); prediligere cibi caldi e liquidi, nella seconda parte gli alimenti devono essere amari, piccanti e astringenti; nella prima parte dell’inverno possiamo concederci alimenti nutrienti e un po’ più pesanti per la digestione perché la capacità digestiva è ancora sufficientemente buona, poi diminuisce quindi gradatamente dovremo ridurre i sapori dolci, acidi e salati, es. latte bollito con cardamomo, oppure aggiungere curcuma


Nella fase di Pitta sanchaya e Pitta prakopa (15.7 – 15.11) si ha un accumulo e un aggravamento di Pitta e agni è in fase calante (dobbiamo tener conto di questi fattori).
A volte capita di aver meno appetito, se capita questa sensazione dobbiamo assecondarla, perché mangiare troppo in estate è ancora peggio che mangiare troppo in inverno.


Preferire bevande fresche ma non ghiacciate, con il caldo il corpo ha bisogno di maggior
quantità di liquidi che però non devono essere freddi altrimenti si deprime agni (che già è
in fase calante).
Preferire i sapori dolce, amaro e astringente; ridurre acido, salato e piccante.


Nella fase di Vāta sanchaya e Vāta prakopa (15.5 - 15.9) si ha un accumulo e un
aggravamento di Vāta, quindi vanno incrementati i sapori dolce, acido e salato.


Quando si sovrappongono i due aspetti con Pitta dovremo preferire il dolce (che allevia entrambi) anziché il salato (sapore riscaldante che aggrava)(dovendo lavorare su Vāta
dovremo comunque avere il buon senso di non far aggravare Pitta);

bisogna ridurre l’amaro, l'astringente e il piccante, soprattutto nella fase prakopa, es. per chi assume solo una fonte proteica, i legumi (astringenti) bisogna mettere in atto tutti gli accorgimenti che diminuiscono gli effetti collaterali dei legumi, quindi l'uso di spezie es. aggiungere santoreggia, aglio, garam masala, curry, pepe, alloro, cumino; un altro accorgimento può essere quello di assumerli in forma liquida es. zuppe, passati, magari decorticati (sono più digeribili, inoltre l’azione aggravante è legata alle sostanze che sono contenute nella buccia; per le persone che hanno difficoltà con i legumi può essere utile una pre-bollitura con l'acqua dell'ammollo, in pratica appena comincia a bollire far bollire alcuni minuti poi buttare via l'acqua di cottura - la schiumetta che fuoriesce è quella che dà questo tipo di problemi, porta in soluzione le sostanze che causano questi problemi - rimettere altra acqua calda, aggiungere un pezzetto di alga kombu, un po' cumino, in questo modo si ha il meglio della qualità dei legumi riducendo gli effetti negativi su Vāta, gonfiori, fermentazioni, gas intestinali, ecc.)(


Molte informazioni che circolano in merito all’alimentazione spesso non hanno grandi sostegni né dal punto di vista scientifico né dal punto di vista tradizionale, ma sono solo sedimentazioni di luoghi comuni.

Basta pensare ad es. a quante cose vengono dette alle donne in gravidanza e durante l'allattamento.

 

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