IL SISTEMA CARDIOCIRCOLATORIO

HRDAYA, IL CUORE
Il termine sanscrito che definisce il cuore è hṛdaya, una parola composta interessante che chiarisce bene le funzioni del cuore, le azioni che svolge il cuore Hṛ: definisce l’azione aspirante del cuore Da: definisce l’azione pompante del cuore Ya:definisce l’azione di aiuto alla circolazione [ya – yati = (verbo) muoversi, procedere, viaggiare – yā = (aggettivo) che va, che si muove]

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Il sistema cardiocircolatorio in ayurveda: il termine sanscrito che definisce il cuore è hṛdaya, una parola composta interessante che chiarisce bene le funzioni del cuore, le azioni che il cuore svolge

Hṛ
: definisce l’azione aspirante del cuore

Da: definisce l’azione pompante del cuore
Ya:definisce l’azione di aiuto alla circolazione [ya – yati = (verbo) muoversi, procedere,
viaggiare – yā = (aggettivo) che va, che si muove]


Tutte le funzioni svolte dal cuore erano ben chiare già nell’antichità. Il cuore è una pompa per il sangue.

È costituito da un muscolo cavo posizionato al centro del torace sopra lo iato dello stomaco.
Per l’Āyurveda il cuore è importante perché è anche la sede della mente e dell’anima
(cetanasthāna).


Il sistema cardiocircolatorio in Ayurveda: Sattva, Rajas e Tamas

Nel cuore si trovano Sattva, Rajas e Tamas

  • Se Sattva è ben rappresentato il ritmo cardiaco è regolare;
  • se prevale Rajas aumenta l’attività del ritmo cardiaco (il ritmo diventa più veloce);
  • se prevale Tamas si riducono il ritmo del cuore e l’attività mentale.


Il cuore funziona 24 ore al giorno per tutta la vita. I testi della tradizione dicono che abbia la forma di un bocciolo di loto capovolto. Ha anche una funzione correlata al sistema nervoso che però parte dal cuore stesso e non è comandata dal sistema nervoso.


Secondo Suśruta il battito del cuore inizia al 4° mese di gestazione; secondo Caraka inizia dal 3° mese e l’anima è presente dal 4° mese.


La circolazione dei fluidi


Rasa dhātu è un fluido che si forma a partire dal cibo ingerito (ahararasa); per mezzo delle azioni di Rasa agni si trasforma in rasa dhātu e poi in rakta dhātu (parti corpuscolate del sangue).
Rasa dhātu trasporta tutti gli altri ingredienti, nutre i tessuti e anche la mente.
Nel cuore risiede anche ojas, la quintessenza dei tessuti, responsabile dell’immunità e dell’energia vitale.


Nella fisiologia del sistema cardiocircolatorio in ayurveda sono fondamentali rasa, rakta e māṃsa.

I dhātu possono alterarsi in tre modi:
- vṛddhi (aumento)
- kṣaya (diminuzione)
- duṣṭi (alterazione, corruzione)


Fattori eziologici delle alterazioni di rasa dhātu


Rasa dhātu può alterarsi per l’eccesso di cibi pesanti, freddi, grassi, nonché per preoccupazioni eccessive.

Sintomi di rasa vṛddhi:

  • Eccessiva salivazione
  • Nausea
  • Rigurgiti
  • Indebolimento della capacità digestiva
  • Apatia
  • Pesantezza
  • Colorazione biancastra di pelle, feci, etc.
  • Sensazione di freddo
  • Lassità delle parti del corpo (tessuti, legamenti, tendini, ecc.)
  • Difficoltà respiratorie tipo tosse, dispnea
  • Bisogno di dormire di più, sonnolenza,

Sono tutti sintomi in gran parte correlati ad un aumento di Kapha e Tamas.


Sintomi di rasa kṣaya

  • Dolori
  • Palpitazioni e sensazioni di vuoto nel cuore
  • Sete
  • Intolleranza al rumore
  • Leggero dolore al cuore
  • Secchezza della pelle
  • Indebolimento
  • Emaciazione
  • Esaurimento
  • Mal di testa
  • Svenimento
  • Sonnolenza
  • Vertigini
  • Tremori
  • Movimenti lenti del corpo


Sintomi di rasa duṣṭi:

  • Mancanza di appetito
  • Anoressia
  • Alterazione della percezione dei sapori (disgeusia)
  • Perdita della percezione del gusto (ageusia)
  • Nausea,Pesantezza e sonnolenza
  • Pesantezza nell’area cardiaca,
    Sonnolenza
  • Febbre accompagnata da dolori corporei
  • Svenimento
  • Anemia
  • Ostruzione dei canali corporei (srotas)
  • Impotenza
  • Astenia
  • Sensazione di debolezza
  • Emaciazione, magrezza eccessiva
  • Perdita della capacità digestiva (agnimāndya)
  • Digestione debole e difficoltosa
  • Ipercolesterolemia (anche se il colesterolo in realtà non è un grasso, bensì un polialcol)
  • Iperlipemia (eccesso di grassi, trigliceridi alti)
  • Rughe
  • Incanutimento prematuro


Rakta Dhātu

Fattori eziologici che influenzano rakta dhātu nel corpo

  • Eccessivo consumo di cibi piccanti e caldi
  • Eccessivo consumo di cibi fermentati
  • Eccessivo consumo di bevande piccanti e calde (nel senso della potenza, vīrya uṣṇa)
  • Lavorare in ambienti troppo riscaldati (es. cuoco, asfalto strade,ecc.)


Secondo l’ayurveda sono in relazione con la forza e con l’intelligenza che dipendono dalla qualità del sangue: Rasa nutre, Rakta li ossigena

Ojas
Esistono due tipi di Ojas: Para e Apara.


Para: è in dose di 8 gocce, è presente nel cuore e, se si esaurisce, sopraggiunge la morte.
Apara Ojas è presente in tutto il corpo in quantità di ½ Anjuli

Una carenza di Apara Ojas porta a immunodeficienza, carenza di immunità.
Secondo l’ yurveda nel cuore abbiamo la presenza di tessuto osseo (in prossimità delle
valvole cardiache tricuspide e mitralica) e cartilagine (taruṇa asthi) articolata con tessuto muscolare (mandala sandhi)(formazioni circolari cartilaginee)(sandhi con il tessuto ).



Vāta è in relazione con l’elasticità dei vasi e con il movimento (la componente ākāśa è quella che dà ai vasi la pervietà, la capacità di rimanere aperti per favorire lo scorrimento).

Pitta fornisce gli enzimi e i fattori di coagulazione.

Kapha svolge l’azione protettiva e di nutrimento con un’azione congiunta di rasa dhātu e avalambaka kapha (le sostanze che apportano nutrimento derivano da rasa dhātu. Rasa e Kapha sono in stretta relazione).

A livello di sede Avalambaka Kapha è situato anche nel cuore e nel liquido cefalorachidiano (tutte quelle sostanze che nel corpo esercitano l’azione di raffreddare, di favorire lo scorrimento, di fluidificare sono in relazione con Kapha: Kapha ha sempre necessariamente l’azione di riequilibrio dei 2 fattori scompensanti, Vāta e Pitta, quindi movimento ed eccesso di movimento e calore ed eccesso di calore.

Un eccesso di Vāta non compensato porta problemi che sono equilibrabili solo dal suo opposto, cioè da Kapha; la stessa cosa vale anche ad es. per l’’eccesso di calore di Pitta, che va raffreddato dalla freddezza e dall’umidità di Kapha.

Il cuore ha tre involucri: endocardio, miocardio e pericardio.

Dal punto di vista embriologico l’endocardio, lo strato più interno, è derivato da Rakta e Kapha, il miocardio, lo strato muscolare centrale che comanda il movimento, è derivato da Māṃsa, il pericardio, l’involucro esterno che riveste il cuore, è derivato da Medas.

Endocardio (strato più interno)
Dal punto di vista embriologico è derivato da Rakta + Kapha.
Quando c’è aggravamento di Vāta si ha stenosi (= restringimento) e insufficienza cardiaca;
se invece c’è aggravamento di Pitta si ha endocardite;
se c’è aggravamento di Kapha si ha fibro-elastosi endocardica (= proliferazioni dei tessuti epiteliali e connettivali).

Miocardio (strato centrale muscolare)
Dal punto di vista embriologico è derivato principalmente da Māṃsa.
Quando Vāta dà problemi al miocardio si ha fibrosi e dilatazione del miocardio; se c’è aggravamento di Pitta si ha miocardite; se c’è aggravamento di Kapha si ha ipertrofia miocardica.


Ci sono altri fattori che possono portare a malattie cardiache (es. complicazioni da anemia, malattie infettive tipo tonsilliti, polmoniti, difterite), malattie metaboliche tipo diabete, gotta, malattie croniche polmonari o cardiache, vomito eccessivo (squilibrio elettrolitico) (il cuore è molto sensibile alla presenza di ioni nel sangue, in particolare Ca++), elmintiasi (alcune parassitosi producono tossine e possono comportare intossicazione o migrano fino ad arrivare nel sangue - Kṛmi sono anche parassiti presenti nel sangue), intossicazione alcolica, effetti collaterali di farmaci, malattie neurologiche, ostruzione o comunque impedimento di un subdoṣa di Vāyu che ne altera un altro (es. Prāṇa vāyu che ostruisce Vyāna vāyu).



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