L'INFUSIONE E I DECOTTI SECONDO L'AYURVEDA


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In Ayurveda le infusioni possono essere di due tipi:

-HIMA

-PHANTA

Hima è l'infuso a freddo (hima in sanscrito siginifica anche freddo). In questa specifica infusione si mette una parte di pianta in polvere grossolana e otto parti di acqua fredda. Si lascia in infusione una notte, si mischia e si filtra.Si somministra a dosi da 50/100 ml ripetutamente durante tutta la giornata.

Qual è la logica che ci porta a relaizzare un infuso hima?

Facendo hima l'acqua diventa più pesante, aumenta la densità, si usa quando dobbiamo diluire delle piante morbide (mrdu). Questa tecnica la usiamo o quando abbiamo a che fare con delle piante delicatissime (petali di rosa, fiori o foglie di malva) oppure con delle piante con un principio attivo molto volatile ( esempio: se io metto nell'acqua calda delle piante fresche tipo la menta, la melissa, il tipo perderò completamente la componente volatile). Se mi interessa fare un infuso rinfrescante farò questa preparazione a freddo. La preparazione hima è utile nelle sensazioni di calore eccessivo (per esempio durante l'estate), nella febbre estiva o nelle sensazioni di emaciazione che sono tipiche dell'eccesso di calore, in tutte le situazioni in cui si pensa ci sia una situazione infiammatoria.

Phanta è un'infusione a caldo. La proporzione è una parte di pianta, quattro parti di acqua calda. Si versa l'acqua sopra le piante e si lascia in infusione per una notte, meglio se coperta, non solo per questioni igieniche ma anche per preservare le parti volatili presenti e che l'acqua calda all'inizio farebbe evaporare. Il giorno dopo si filtra e si somministra in dosi da 100ml durante l'arco della giornata. Le quantità variano a seconda del tipo di effetto che vogliamo ottenere. Se la preparazione è studiata per stimolare agni (il fuoco digestivo) è inutile che la si usi tutta la giornata; servirà invece in concomitanza dei pasti.

In linea di principio, come detto prima, si somministrano 100ml nell'arco della giornata. Questa preparazione si adatta a quelle piante che hanno una consistenza morbida ma che sopportano il calore senza alterarsi troppo. Anche questo tipo di preparazione si conserva un solo giorno perchè la maggior parte delle soluzioni acquose non dura più di un giorno. Questa modalità di preparazione si adatta bene alle spezie (pepe nero, pepe lungo, chiodi di garofano, cannella, cardamomo). La cannella e il cardamomo (sostanze molto volatili) le chiuderò subito con un coperchio salvaguardando la quantità di sostanze volatili che potrebbero perdersi nell'infusione. Se si lascia bollire parecchio (esempio acqua e zenzero) si perde una grossa quantità della componente volatile. Si può pensare di far bollire l'acqua e poi aggiungere lo zenzero subito dopo e farlo bollire solo per pochi minuti e con il coperchio.

Dobbiamo sempre tenere conto CHE COSA CONTIENE UNA PIANTA. Dobbiamo chiederci:

Le qualità sono volatili? No?

Questo ci aiuta anche quando bisogna mettere più piante che hanno dei principi attivi completamente diversi o che sono più sensibili o men al calore.

 

I decotti KVATHA

KVATHA siginifica bollire. Questa tipologia è più adatta quando siamo in presenza di piante molto dure (legno, cortecce, radici, foglie molto dure che se non facciamo bollire non riusciamo a estrarre niente). Le miscele vanno ridotte in polvere grossolana;per fare questo tipo di preparazione è necessario ridurre maggiormente pestandole un po'. Quanto più riusciamo ad aumentare la superficie di contatto tra l'acqua o il solvente e la sostanza che vogliamo utilizzare (cioè le piante) più facilmente estraiamo. Dobbiamo arrivaread una consistenza di polvere grossolana perchè è quella che ci consente di estrarre al massimo senza avere i difetti delle polveri più fini. Se è troppo spessa si impacca e tende a creare sul fondo uno strato che non solo non estrae perfettamente ma che tende facilmente a bruciare perchè si attacca sul fondo.

 

 

 

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